Ho visto cose che voi umani...
 
VIGNETTE
   

 








 

 

 

 

 

 

 

 

 



Zarathustra è il nome d'arte di Michele Salituro, disegnatore impegnato su diversi fronti: vignette (di satira e umorismo), illustrazione, fumetto e animazione.

La sua produzione di vignette è sempre stata altalenante e legata a collaborazioni sottotraccia con pubblicazioni locali e siti web.

All'inizio della sua attività ha pubblicato sul periodico nazionale 'Cuore', ma solo una vignetta... per la soddisfazione...

AUTOCERTIFICAZIONE

- Gli anni della sua formazione
Z. nasce nel lontano 1960, era il cosiddetto anno del 'boom' e ne ebbe serie ripercussioni all'udito.

Anche se i suoi genitori hanno origini calabre che risalgono nei millenni, Z. nasce a Torino, vede quindi la luce... all'ombra della Mole. E' in questa ridente località pedemontana infatti che mamma e papà giungono dal sud 'per ragioni di salute' insieme ad altre centinaia di migliaia di persone, lasciando per sempre la terra dell'ozio e del caldo esagerato a causa dei quali, i locali sono inabili al lavoro e istigati al brigantaggio.
Fortunatamente le famiglie paterna e materna erano state ampiamente beneficiate sia sotto il profilo economico che psicologico dagli anni della seconda guerra mondiale così come dal prospero dopoguerra.

Malgrado lo spaesamento iniziale, dovuto al senso di sradicamento dalla terra che geneticamente avrebbe dovuto accoglierlo, Z. muove con innocenza ed entusiasmo i suoi primi passi nell'operosa e nebbiosa città, la sabauda capitale dell'industria dell'automobile. Lo fa proprio durante gli anni in cui ovunque sul pianeta si compiono esperimenti nucleari, le due superpotenze dell'epoca, USA e URSS infatti, per testare il potenziale bellico fanno esplodere continuamente ordigni atomici sia in superfice che nel sottosuolo del pianeta e la contaminazione radioattiva che ne consegue assicura a Z. una crescita sana ed armoniosa.

Il mitico '68 arriva troppo presto e sorprende Z. ancora privo di una posizione precisa a causa della sua insufficiente coscienza dei problemi sociali.
In quel periodo Z. sta frequentando le scuole elementari nella periferia in cui vive. A causa dei continui flussi migratori dal meridione, gli edifici scolastici sono sovraffollati fino ad esplodere e per ospitare tutti gli alunni si ricorre ai turni mattutino e pomeridiano con classi da 35 alunni. I maschi e le femmine sono in sezioni separate per eliminare ogni tentazione che potrebbe distogliere gli innocenti fanciulli dallo studio. Inoltre le scuole sono prefabbricate, fredde d'inverno e calde d'estate ma meravigliosamente coibentate con ottimo amianto. Tale materiale è infatti raccomandato come il materiale ignifugo per eccellenza tanto che è in dotazione ai vigili del fuoco per la protezione dalle fiamme, le celebri 'tute d'amianto'.

L'adolescenza di Z. trascorre negli anni della dura crisi economica denominata 'austerity' causata dal petrolio che ebbe effetti devastanti sul mondo occidentale. La crisi, paralizzando i mezzi di trasporto nei giorni festivi, contribuisce a sviluppare di conseguenza il suo fisico irrobustendolo e perfezionandone lo stile ciclistico nonchè mettendo Z. al riparo dalle mollezze del benessere.

Si iscrive così al liceo nei primi anni settanta, frequenta le lezioni in un edificio del settecento del centro storico che è in condizioni fatiscenti, privo di attrezzature adeguate e totalmente inadatto ad ospitare delle attività didattiche.
Fa quindi 'il giovane' nel '77 e durante tutti i famigerati 'anni di piombo'. Anni squassati da terrorismo nero e rosso, attentati, stragi e repressione insanguinano le città. Ovunque la violenza quotidiana alimenta nella gente un pesante clima di sospetto e paura nei confronti di chiunque sia giovane e quindi un potenziale pericoloso terrorista. E' in questo clima idilliaco che Z. esce dalla ristretta cerchia dei familiari e degli amici d'infanzia per intrecciare le sue prime relazioni interpersonali e sociali.

Dopo aver conseguito brillantemente il diploma Z. fa il suo ingresso nel mondo accademico dove fortunatamente si trova subito a suo agio per la totale continuità nella qualità edilizia degli edifici sempre fatiscenti in cui va a studiare ma in compenso la situazione delle attrezzature è ancora più scadente così come le condizioni in cui si seguono le lezioni è kafkiana.
Emblematica, tra le tante, la figura di allora dello 'studente con sgabello' che si spostava da un'aula all'altra, di lezione in lezione appunto, con uno sgabello in mano conquistato chissà dove, forse al mercato nero. Solo lui aveva la possibilità di seguire le ore di lezione 'da seduto' sul suo sgabello 'personale' in quanto le aule erano totalmente sprovviste di tale arredo. Alla grande maggioranza degli studenti 'appiedati', in mancanza d'altro, non restava che appollaiarsi in qualche modo dove capitava, banchi, termosifoni, davanzali o restare dignitosamente in piedi per le tre ore di lezione.

Forte di tali mezzi forniti dal Ministero, Z. affila così le sue armi professionali e culturali che gli consentiranno di affrontare al massimo livello la moderna competizione internazionale e le sfide del mondo globalizzato del lavoro.

Z. diventa infine maturo durante il seguente periodo denominato del 'riflusso' col craxismo-demitismo e il rampantismo imperanti.
Come c'era da aspettarsi il mercato del lavoro lo accoglie a braccia aperte offrendogli la possibilità di partecipare a concorsi con una disponibilità di posti che si poteva contare sulle dita di una mano ma, in compenso, affollati da decine di migliaia di candidati tutti stipati in agevoli palazzetti dello sport. Il conforto però derivava dal fatto che si aveva la matematica certezza che orde di raccomandati di ferro avrebbero superato la prova comunque e che il proprio affanno per studiare e prepararsi era un puro esercizio di stile.


In conclusione, dopo gli studi statali e l'università (di cui, con i suoi innumerevoli anni fuori corso, è stato uno dei maggiori finanziatori) Z. si dedica ad una serie di attività che definiremo genericamente 'affari suoi'.

In merito al suo impegno riguardo al disegno e alle vignette vi basti sapere che, poichè benificiato da predisposizione naturale ed ereditaria (certamente acuita delle radiazioni subite in età natale di cui sopra) tale istinto innato si è concretizzato in forma di vignette di satira o umoristiche sempre nel momento in cui si manifesta in Z. una particolare ispirazione, o più spesso, quando cade preda di una profonda indignazione.

Z. ha fin'ora dedicato sporadicamente interesse ed energie alla divulgazione delle proprie vignette che fino ad oggi costituiscono un patrimonio sostanzialmente privato, fatta eccezione di alcune di queste accolte da alcune pubblicazioni locali e siti internet. In particolare una vignetta inspiegabilmente fu pubblicata da 'Cuore', molti anni fa.

Francamente è un po' poco ma in compenso non ci si è impegnato più di tanto.